Il Museo esporrà,
in una tale prospettiva, oltre che materiali relativi alla vita culturale
dei ceti maggiormente individuati da coordinate proprie del mondo
silvo-pastorale e contadino (pastori, contadini, allevatori in genere),
anche manufatti e documenti di varia natura che possano concorrere a
ricostruire globalmente la cultura (le feste, le tradizioni orali, le
attività artigianali e artistiche, i giochi, le forme di aggregazione etc.)
di cui quel mondo era partecipe insieme ad altre fasce sociali compresenti
nella medesima porzione di territorio in un periodo storico determinato,
ossia grosso modo dalla fine del XVIII alla prima metà del XX secolo, nonché
reperti d’interesse naturale e naturalistico, collezioni mineralogiche,
zoologiche, botaniche etc. utili a rischiarare il complessivo habitat
entro cui hanno avuto storicamente luogo le forme di cultura silvo-pastorale
che si intende documentare.
Il progetto scientifico di allestimento del Museo è stato affidato alla
Sezione per i Beni Etno-antropologici (ora U.O. IX) della Soprintendenza per
i Beni Culturali ed Ambientali di Messina. Nel Museo sono previste numerose
sezioni documentanti i cicli produttivi, le attività lavorative e
artigianali, nonché le forme complessive di cultura, tanto materiale quanto
“volatile”, espresse nei contesti agro e silvo-pastorale che in esso si
vogliono documentare e rappresentare. Tra essi si indicano, a titolo
esemplificativo e non esaustivo, la coltivazione del grano e la
panificazione, la coltivazione della vite e la vinificazione, la
coltivazione dell’ulivo e la produzione dell’olio, la pastorizia e la
produzione casearia, la coltivazione e lavorazione del lino, i mestieri del
bosco e le attività dei carbonai, le attività connesse all’allevamento del
bestiame (la cultura dei cosiddetti vistiamara), la coltivazione del
frassino e la produzione della manna, l’arte dei pastori, la caccia, i
lavoratori della pietra, i fabbri e i maniscalchi, i conciapelle, i dolcieri
e i mielai, i carrettieri e i carradori, i mastri d’ascia, le attività
dell’intreccio, le botteghe e le attività artigianali proprie dei contesti
silvo-pastorali e tradizionali in genere. A corredo dei materiali esposti saranno
predisposti pannelli didattici, schede tecniche dei reperti nonché modellini
in scala di strutture produttive tradizionali, di tipologie insediative e di
macchine agricole (mulino, palmento, frantoio, fornace, senia, paratore,
mandra, pagliaio etc.) che hanno storicamente connotato il tradizionale
habitat agro-silvopastorale.
L’intero percorso sarà
infine organizzato attraverso postazioni multimediali che consentano per un
verso la più ampia fruizione del patrimonio oggettuale esposto, per altro
verso un rapporto interattivo tra la realtà museale e i suoi utenti
attraverso un percorso fluido e “aperto”. L’ordinamento degli oggetti
secondo il criterio tassonomico solitamente impiegato (ad es. il banco da
falegname con tutta la strumentazione disposta in bell’ordine etc.)
obbedisce infatti a una logica scientificamente inadeguata, nonché
esteticamente e comunicativamente obsoleta.
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