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Siracusa: Ruderi del Bagno di
Diana |
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Una via che si
apre sull'angolo sud della piazza conduce alla celebre fontana Aretusa, piccola parte di
quel che era un tempo, poiché nel secolo XVI vi si fabbricò sopra un bastione. Ciò che
rimane della copiosa sorgente è chiuso da un bacino semicircolare, circondato di papiro.
Al nome di Aretusa fu dedicato anche un passeggio, poco lontano, dal quale si ha una bella
veduta sul porto e sull'Etna. Prendendo invece a sinistra dalla fontana, si va in piazza
Castello, dove sorge il castello Maniace, edificio interessante solo per qualche
particolare architettonico: la porta d'ingresso con arco ogivale di ottima fattura,
qualche finestra ad arco d'una sala in rovini, ecc. |
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Nel vico San
Paolo si additano le rovine d'un tempio, che si chiama comunemente di Diana, mentre
alcuni sono d' avviso che fosse consacrato ad Apollo. Avanzi di bagni, sotto le
chiese di San Filippo e di San Giovanni, ed altri ruderi si trovano in Siracusa, ma si
può fare a meno di vederli, siccome di poco interesse. In fatto poi di architettura del
medioevo, restano a rappresentarla principalmente il palazzo Montalto, in stile gotico del
1397, poi il monastero di San Benedetto, il palazzo Lanza in piazza Archimede, i palazzi
Ardizzoni--Castelletti, Terrisona, ecc. |
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E il porto?
Gli si può dare un'occhiata, uscendo per la porta a Mare, che è stata costruita nel
1440, ma se ne ritrae un senso di tristezza, pensando, vedendo che anch'esso è deserto,
abbandonato, dimenticato. Ha un'estensione di 640 ettari, e le navi vi possono ancorare in
un fondo da sei a diciassette metri. Solo in pochi punti la costa, abbassandosi
lentamente, ha un fondo melmoso.
L'apertura del porto ha una larghezza di 1500 metri, e il canale d'entrata può essere
passato dalle più grosse navi. Veramente due porti si distinguono: il maggiore. quello
reso celebre dalle disperate battaglie tra la flotta ateniese e la siracusana, e il porto
Piccolo, quello che i greci chiamavano Lacceio e i romani Marmorio per il grande numero di
statue fatte erigere da Dionisio e da Agatocle. |
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