Zona di
antichissimi insediamenti, già dall’ultimo neolitico, si fa risalire
il popolamento della zona già a partire
dal IV millennio a.C.
La posizione geografica, con molta probabilità, fu tra i motivi che
spinsero a trasferirsi nella zona. Da essa l’ampia visuale permette
un orizzonte vastissimo, facilmente difendibile:
per la precisione
nella zona del monte
Gabal al Habib,
che vuol dire, infatti,
"la montagna panoramica".
Ma è con i primi insediamenti sicani che inizia la storia del posto,
con la fondazione dell’antico
villaggio chiamato Nissa. Della sua esistenza ne fa fede
un'epigrafe
ritrovata
del 397 a.C.
L’abitato, con l’arrivo dei greci, nel VII secolo a. C., rientrò
nell’area d’influenza siracusana. E’ in questo periodo, che
culturalmente ed artisticamente, gli artigiani nisseni, svilupparono
le loro rappresentazioni artistiche, facendo un grande balzo in
avanti.
Anche l’attività edilizia subì un notevole progresso con la
costruzione dei primi edifici sacri e funerar, oltre che militari
con la realizzazione di mura ed altre fortificazioni.
Durante il periodo
della
seconda guerra punica,
truppe romane, al comando del console
Lucio Petilio,
occuparono Nissa. Nella zona fu fondata
una colonia chiamata "Petiliana", in onore del console. Ma in
recenti studi si tende ad individuarla con la vicina Delia. Del
periodo romano resta testimonianza una villa, nei pressi di
Sabucina, in cui si sono ritrovate diverse suppellettili,
oltre ad
un busto
dell'imperatore Geta.
Dopo la caduta dell’impero romano,
nella seconda metà
dell'VIII secolo, i Bizantini insediatisi a Nissa, costruirono il
castello di Pietrarossa Dal periodo della dominazione araba
l’area mutuò la loro denominazione Qalʿat al-nisāʾ
("castello delle donne"), che si evolse successivamente. Durante il
periodo normanno
(dal 1087) la zona di Caltanissetta divenne proprietà diretta del
del Gran Conte Ruggero, che la trasformò in feudo e fondando
l'abbazia di Santo Spirito (in stile romanico), La costruzione fu
realizzata dove si trovava uin antico villaggio ed un convento
basiliano, che, a sua volta era sorto sulle rovine di una fattoria
romana.
L’aragonese Federico III, nel 1296, nominò conte Corrado Lancia.
Federico IV, si salvò la vita grazie ai nisseni, quando il re fu
assediato nel castello di Pietrarossa dai baroni Francesco
Ventimiglia e Federico Chiaramonte, nel 1361. Fu questo il periodo
che portò al cosiddetto
Governo dei
Quattro Vicàri. Esso ebbe inizio, nel 1358, quando i quattro più
potenti baroni si riunirono nel castello di Caltanissetta e divisero
la Sicilia in quattro parti, una ciascuno. I quattro erano:
Guglielmo Peralta (signore di Caltanissetta, Sciacca e Caltabellotta),
Artale Alagona, Manfredi Chiaramonte, Francesco Ventimiglia. Il
governo dei baroni non durò molto. Nel 1392, Martino I di Sicilia
militarmente si riprese il maltolto. Nel 1407, Caltanissetta, con
nomina reale, passò in proprietà di Matteo Moncada, nobili di
Paternò. Alla famiglia dei Moncada, Caltanissetta resterà fino al
1812, quando fu sancita l’abolizione della feudalità in
Sicilia.
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